FDG 2012: IO DO LA MIA VITA
Domenica 4 marzo 2012

Siamo partiti in 72 dal Cadore per trovarci in più di 6000 a Jesolo, presso il Pala Arrex.
“Stormi” di corriere da 1 o 2 piani di giovanissimi, giovani, “meno giovani”, “giovani dentro” da tutto il Triveneto, insieme per uno dei principali eventi del Movimento Giovanile Salesiano del Triveneto: la FESTA DEI GIOVANI.
Musica, gioco, spettacolo, mostre, stand, testimonianze, animazione sono alcuni degli ingredienti di questa festa, che permette ai giovani di far emergere il desiderio di vita e di condivisione che li abita. La parte centrale della giornata è riservato all’Eucarestia, dove il silenzio all’“unisono” di 6000 persone crea davvero un momento suggestivo di spiritualità e incontro con Dio.
Il tema di quest’anno: IO DO LA MIA VITA vuole lanciare il messaggio che : “ È il dare la vita che ci fa essere e ci fa esistere”…“Vive solo chi si dona, chi offre qualcosa agli altri offrendosi”. È infatti la scelta di Don Bosco di dare la sua vita per i giovani che l’ha reso prezioso sulla scena della storia.
Lo spettacolo si è sviluppato tra la rievocazione dei sogni di Don Bosco attraverso le sue “Memorie”, e la storia di Alberto, giovane del nostro tempo che sta scrivendo il libro della sua vita.
Due storie parallele che si intersecano o si ritrovano nella consapevolezza che realizzare un sogno, un desiderio, costa fatica e non sempre ci è dato di vedere o di comprendere il risultato finale ma bisogna avere pazienza perché a “suo tempo tutto comprenderemo”.
Alberto ha un talento: saper scrivere e un sogno: veder pubblicato il suo primo libro.
Anche Don Bosco sognava ma, come dice Alberto, sognava in grande! In realtà Alberto rappresenta ognuno di noi e il suo libro autobiografico rappresenta la nostra vita.
Scegliere cosa fare della propria vita non è facile, certo è che di vita ne abbiamo una sola e dobbiamo spenderla bene!
Ognuno di noi ha bisogno di raccontare la sua storia. Nel raccontare la nostra storia abbiamo bisogno di qualcuno che ci sappia ascoltare e guardare in profondità anche nelle nostre fragilità.
Allora sentirsi amati è la chiave di tutto!
Sin da piccoli abbiamo bisogno delle cure e l’amore dei genitori per crescere. Basta pensare ad un bambino che dopo essere caduto decide se si è fatto male o no guardando gli occhi di mamma e papà: se scorge preoccupazione e paura si metterà a piangere se, invece, li vede tranquilli andrà avanti a giocare come nulla fosse. Quando cresciamo non è molto diverso, abbiamo bisogno di avere qualcuno che ci ascolti e che ci presti lo sguardo per fare le nostre scelte: l’AMORE di quella persona ci dà la forza per non arrenderci e credere che possiamo farcela.
È quello che aveva capito Don Bosco tanto da donare tutto se stesso giorno dopo giorno per dire ai suoi giovani quanto il Signore li amava e quanto la loro vita fosse preziosa agli occhi di Dio.
E gli occhi di Dio sono i nostri genitori, amici, educatori, e tutte le persone che nella nostra vita ci incoraggiano e ci fanno sentire amati, aiutandoci a capire quello che sappiamo fare. Così da poter dire:”Noi ci siamo…decisi a dare la vita!”

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